Gli usuali bites (o placche) sono manufatti in resina che vengono applicati in bocca. Ve ne sono di inferiori o superiori, con o senza ganci, di ingombranti o di sottili, ed hanno lo scopo di cambiare i rapporti tra le arcate dentarie, o di stabilizzare posizioni ritenute corrette o di evitare l’usura dentaria nei bruxisti.
Talora sono caratterizzati da piani inclinati che inducono la mandibola a deviare dal tragitto abituale; spesso sono modellati con rialzi e fossette che obbligano i denti a relazionarsi nella posizione che il dentista ritiene migliore, ecc.

Il bite posturale viene utilizzato quando i tests occlusali “discendenti” indicano con certezza che vi sono impulsi posturali disarmonici originati dalla bocca.
Questo tipo di bite si distingue (non visivamente) per l’estrema accuratezza del bilanciamento neuro-muscolare che solo i controlli kinesiologici permettono attualmente di ottenere. Esso é generalmente sottile, posizionato sull’arcata inferiore e privo di ganci: la sua presenza deve infatti creare il massimo comfort possibile per il paziente ed evitare di introdurre nuovi o diversi scompensi.

Lo scopo è quello di eliminare totalmente ogni tensione che origina dalla bocca (masticazione o deglutizione) (Guarda la Gnatologia)permettendo che le spesso concomitanti terapie manipolative (la bocca non è tutto) abbiano effetti durevoli nel tempo.
Sono purtroppo ancora pochi i professionisti delle terapie fisiche (fisioterapisti, osteopati ecc.) che consigliano l’uso del bite sia per mancanza di informazione al riguardo sia perchè i bites normali non sono utili (talvolta dannosi) al recupero posturale.

Il bite kinesiologico è spesso di fondamentale aiuto nello sport in quanto permette di migliorare sensibilmente i rendimenti atletici sotto sforzo.