Se il nostro corpo si regge in piedi il merito é tutto dei muscoli: essi esercitano sulle ossa e le articolazioni un complesso di trazioni perfettamente bilanciate che ci permettono di stare eretti.
Il tono muscolare cambia continuamente in funzione degli stimoli a cui viene sottoposto l’ organismo. Ne consegue inevitabilmente che il nostro modo di atteggiarci cambierà, in modo più o meno evidente, secondo il tono dei diversi muscoli posturali.
La centrale di comando del tono muscolare si trova nel cervello che riceve continui messaggi, da parte di cellule specializzate distribuite in tutto il corpo, che comunicano il grado di contrazione di tutti i muscoli.
Queste informazioni vengono elaborate del sistema nervoso che provvede immediatamente a compensare, ove ce ne sia bisogno, il tono muscolare nei vari distretti per consentirci di non cadere e, cosa assai importante, di mantenere orizzontale il piano della vista: anche le persone più curve hanno il viso rivolto in avanti.L’organismo tende ad abituarsi alle situazioni di disagio attraverso vari adattamenti ma ciò non esclude che esse, col tempo, riaffiorino sotto forma di dolore: un muscolo sovraffaticato prima o poi fa male.
Nel caso dei delicati adattamenti muscolari di cui si é sopra accennato, il dolore può insorgere a distanza di anni, nel corso dei quali vi é stato un lento degrado della situazione, accumulo di tensione a tensione, finché lo stress diviene insopportabile. Anche le ossa che la sia pur lieve ma continua trazione muscolare ha dislocato dalla posizione ideale possono avere adattato la loro forma alla nuova situazione, talora fino all’artrosi.
Nel perfetto equilibrio necessario per mantenerci eretti anche la più piccola variazione di tono di un muscolo tenderà ad agire sulle ossa a cui aderisce (ad es.le vertebre o un condilo mandibolare ecc.), ma immediatamente altri muscoli si adatteranno per controbilanciare: tutta la muscolatura corporea ne viene coinvolta.
Così lo scompenso si propaga dalla testa al bacino o viceversa: una persona sbilanciata ha sempre una gamba che sembra più corta dell’altra perché, da quel lato, i muscoli sono più contratti ed il bacino tende a ruotare all’indietro.

Deviazioni Posturali

La presenza di dismetrie è assai frequente e, pur non avendo alcun rapporto proporzionale con la gravità di una patologia, indica comunque un tono muscolare alterato con funzione di compenso.La modulazione del tono muscolare é così delicata da sfuggire alla nostra attenzione cosciente. Non è tuttavia difficile individuare una qualche “sofferenza”, manifesta o latente, semplicemente osservando una persona: in ogni caso ne sarà coinvolta la postura dell’ individuo.Se osserviamo bene, é frequente notare qualcuno che ha una spalla più bassa dell’altra, o che tiene il capo lievemente piegato di lato. Altra esperienza comune é il saper riconoscere qualcuno in arrivo solo sentendone il caratteristico rumore dei passi: il ritmo del passo é strettamente legato al tono muscolare.Sono dette discendenti le alterazioni posturali indotte da problemi di appoggio dentale o deviazione mandibolare, ascendenti le altre.

Uno dei più importanti organi deputati alla trasmissione delle informazioni posturali é la mandibola che invia i suoi messaggi circa 1.500 volte al giorno, con gli atti di deglutizione. E’ importante notare che, quando si inghiotte, i muscoli coinvolti trascinano obbligatoriamente la mandibola nella posizione che permette il massimo contatto tra i denti.
Se questi sono tutti presenti e regolarmente disposti, i muscoli ai due lati della bocca, della testa e del collo si contraggono armonicamente: il messaggio che arriva al cervello dirà che tutto é in equilibrio.
Se però il tono muscolare non potrà essere uguale sui due lati a causa di otturazioni o protesi incongrue o consumate, bruxismo o per mancanza di denti ecc., il cervello adeguerà immediatamente il tono di tutti i muscoli interessati… e sono molti.
Il risultato sarà sempre un aumento della contrazione di una o più catene muscolari.

 In presenza di patologie conclamate, l’ osservazione della dismetria e dei segni sopra esposti costituiscono un importante parametro da considerare con attenzione nel corso della terapia: quanto più questa sarà corretta in senso globale, tanto più la dismetria osservata tenderà a scomparire assieme ai disturbi ad essa correlati.