Da uno stato di “benessere” si passa al “malessere” attraverso diversi stadi di preparazione durante i quali l’organismo cerca di combattere le circostanze avverse o di adattarsi. Quando la capacità di adattamento viene meno, insorgono disfunzioni o dolori che ci inducono a cercare un medico.

Ai medici si insegna, generalmente, ad affrontare il sintomo nella sede della sua localizzazione, senza considerare che esistono cause favorenti che possono partire da molto lontano nel tempo o da strutture ed organi che, apparentemente, nulla hanno a che fare con il problema diagnosticato… e se non si curano le cause la sintomatologia tenderà a ripresentarsi.

Il sintomo è sostanzialmente un “segnale d’allarme” che non prende necessariamente origine dal luogo in cui si manifesta: è normale che un ginocchio sia dolente se abbiamo subìto un trauma, ma se il dolore appare senza ragioni apparenti, la sua causa potrà essere ricercata ovunque, tranne che al ginocchio.
È necessario acquisire il concetto che gli stati di salute o di malattia riguardano la totalità dell’individuo e sono strettamente connessi alla capacità dell’organismo di effettuare progressivi compensi. Con gli usuali metodi diagnostici questo tipo di valutazione appare impensabile!

La kinesiologia applicata permette di fare ragionevoli ipotesi sulle cause principali dell’instaurarsi della patologia e sulle concause che la favoriscono.

L’eliminazione della “causa prima” condurrà più facilmente alla guarigione definitiva, spesso senza alcun ausilio farmacologico, ridando all’ organismo la capacità di recuperare i propri equilibri.